Yean Dubuffet chiama “magia a mani nude” quell’arte di chi –senza mediazioni intellettuali- è capace di trasformare in immagini i voli del cuore. Sortilegio di cui non sono capaci che i folli, i mistici, i sognatori. Artisti inconsapevoli, ignari di accademie e di mercato, la cui verità, svestita di ambizioni, seduce con il suo sapore di assoluto. Agnese Marchitto sarebbe piaciuta a Yean Dubuffet.
Per il commovente candore con cui da forma ai suoi sogni. Per l’incantato stupore con cui riesce a trasformare in fiaba i pensieri. Per la sacralità di cui è in grado di vestire la sua apparente semplicità. Agnese chiama i suoi lavori “mandala”, ovvero – secondo il concetto tibetano- una libera creazione risultato finale di una contemplazione. I suoi strumenti non sono quelli tradizionali della pittura, colori e pennelli, bensì un repertorio di materiali fantasioso e casuale fatto di cartoncini e carte colorate, paillettes, fili di lana e di erba. Con questi Agnese da forma al suo mondo. Un mondo fatto di armonia, di bellezza e di impalpabile leggerezza. Un mondo dove tutto è possibile perché, semplicemente, con l’amore nulla è impossibile.
Beba Marsano
Gennaio 2006


Agnese Marchitto non è una pittrice. Ma una cantastorie, una fabulatrice, una sacerdotessa di quelle regioni incantate della fantasia capace di fare prodigi. Come trasformare i pensieri in immagini e vestire a festa i sogni per farne fiabe, parabole, racconti destinati ad accendere gli occhi e a commuovere il cuore.
Fate, angeli e saltimbanchi – nelle forme tipiche della fabula, di animali e bambini – affollano le sue storie per immagini la cui trama è intessuta dalle leggi anarchiche del fantastico e del meraviglioso. Ogni quadro una narrazione, iniziatica e metaforica, preziosa per la fascinosa ricchezza del colore e per l’abilità della realizzazione.
La Marchitto da vita a scenografie in bilico tra teatro e poesia, combinando cartoncino e carta di riso, strass e paillettes, fondi oro e pietre colorate, pigne e conchiglie affinché le dita possano sfiorare la superficie del sogno e questo, quasi per magia, diventare realtà.
Non è una speranza, bensì l’assoluta certezza che per gli uomini di buona volontà la felicità sia molto spesso qualcosa a portata di mano.
Beba Marsano
Giugno 2006